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Programmi tv martedì 9 febbraio 2010: Io e mio figlio o Zelig?

Miss Usa

Buongiorno,

andiamo a vedere insieme i programmi di questa sera che vengono proposti dalle principali reti televisive.

Raiuno - Io e mio figlio, nuove storie per il Commissario Vivaldi: serie tv, sesta puntata.

Raidue – L’ultimo samurai: drammatico, di E. Zwick, con T. Cruise e M. Harada.

Raitre – Ballarò: programma d’informazione. Argomento: l’economia in vista delle elezioni. Ospiti: il leader dell?Udc Pier Ferdinando Casini, il ministro dei beni culturali Sandro Bondi, il presidente di Alleanza per l?Italia Francesco Rutelli, il viceministro alle infrastrutture e trasporti Roberto Castelli, la presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Federica Guidi, l?economista Luigi Spaventa, il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli

Canale 5 - Zelig: varietà. Quarta puntata. Esibizioni: Paolo Labati, il Duo Idea, Massimo Bagnato, Antonio Ornano, la coppia Nuzzo Di Biase, Simone Barbato, Enrico Brignano, Enrico Bertolino, Gioele Dix, il Mago Forest, Paolo Cevoli, Leonardo Manera, Alessandro Fullin, Kalabrugovich, Giovanni Vernia e Federico Basso.

Italia 1 ? Dr. House: serie tv, sesta stagione. Sesto episodio: Conosciuti sconosciuti. Per le novità sulla sesta stagione CLICCA QUI.

Rete 4 – Le parole che non ti ho detto: drammatico, di L. Mandoki, con R. Wright e K. Costner.

La7 – Quinto potere: drammatico, di S. Lumet, con F. Dunaway e P. Finch.

Mtv – Fullmetal Alchemist Brotherhood: cartone. Seconda stagione.

Deejay Tv – Via Messena: sitcom.

CANALI DIGITALI E SATELLITARI

Premium Cinema – The Island: fantascienza, di M. Bay, con E. McGregor, S. Johansson.

Studio Universal – Highlander: fantastico, di R. Mulcahy e C. Lambert.

Joi – Detective Monk: serie tv. Ottava stagione: Il signor Monk e gli Ufo, Il signor Monk e l’altro Signor Monk.

Mya - Vicky Cristina Barcelona: commedia, di W. Allen, con J. Bardem e P. Cruz.

Steel – Sfera: fantascienza con D. Hoffman e S. Stone.

Raiquattro – 1408: horror, di M. Hastrom, con J. Cusack.

Disney Channel – Chiamatemi Giò: serie tv.

Iris - Gli anni dei ricordi: commedia, di J. Moorhouse, con W. Ryder.

Sky Uno – La spada della verità: serie tv. Prima stagione: La maledizione, La biblioteca. Per le novità sulla seconda stagione CLICCA QUI.

Fox – Greek: serie tv. At World’s End. Per le novità sulla terza stagione CLICCA QUI.

Fox Life – Desperate Housewives. Serie tv. Undicesimo episodio: If. Per le novità sulla sesta stagione CLICCA QUI.

Sky Cinema 1 - Iago: commedia, di V. De Biasi, con N. Vaporidis e L. Chiatti.

Hiro – Cantiamo insieme: cartone animato.

Axn – Stargate Universe: serie tv. Prima stagione, nono episodio: Life. Per le novità sulla stagione CLICCA QUI.

NEL RESTO DELLA GIORNATA

11.45 Italia 1 Jeckill: attualità.

13.40 Italia 1 American Dad: cartone animato.

14.05 Italia 1 I Griffin: cartone animato.

14.45 Canale 5 Uomini e donne: reality.

15.00 Italia 1 Smallville: serie tv, settima stagione. La ricerca.

16.00 Italia 1 I maghi di Waverly: Tutor il tutore, Il murales.

16.10 Raitre Trebisonda: contenitore per ragazzi.

16.50 Italia 1 Zoey 101: La febbre del teatro.

20.00 Cartoon Network Teen Angels: teen soap.

20.00 Raidue Il lotto alle otto: programma d’intrattenimento.

20.10 Disney Channel Il mondo di Patty 2: teen soap.

20.10 Raitre Il principe e la fanciulla: serie tv drammatica.

20.20 Rai Gulp Cosmic Cowboys: cartone animato.

20.30 Italia 1 Centoxcento: quiz.

21.55 Fox Life Brothers & Sisters: serie tv. Quarta stagione, undicesimo episodio: A bone to pick. Per le informazioni sulla quarta stagione CLICCA QUI.

22.00 Fox Make It or Break It: serie tv. Prima stagione.

22.10 Italia 1 The Closer: quarta stagione, settimo e ottavo episodio: Crimini maggiori, Bomba a orologeria.

23.20 Raitre Parla con me: varietà. Ospite: Ivan Lo Bello.

23.55 La7 Cuork – Viaggio al centro della coppia: varietà.

24.00 Italia 1 Chiambretti Night: varietà. Ospite: .

01.10 Raitre Diario di famiglia: programma utile. Le bugie di Gabriele 2.

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Lo strano caso dello sfruttamento delle donne nella Tv italiana. Intervista a Lorella Zanardo regista de "Il corpo delle donne"

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Qualche settimana fa, su Tvblog vi ho parlato dell’iniziativa di key4biz che sta creando un crescente consenso intorno al tema dello sfruttamento del corpo femminile nella tv italiana. Sono già tantissime le donne della comunicazione televisiva e non, che hanno aderito all’appello di Gabriella Cims per indurre quanto meno la Tv di Stato, dal prossimo Contratto di servizio Rai, a pensare, produrre e proporre palinsesti televisivi in cui non sia presente lo sfruttamento del corpo femminile.

Ma perché questa battaglia si rende così necessaria se poi è l’autodeterminazione femminile a decidere come e quanto mostrarsi in tv? Le cose non stanno esattamente così. Non è solo questione di libertà femminile ma di una domanda-offerta distorta e di un meccanismo diabolico che va sciolto al più presto per non coinvolgere oltremodo le nuove generazioni di donne. Alla base c’è da valutare un dato sconcertante e preoccupante e lo rileva proprio Lorella Zanardo regista del documentario Il corpo delle donne che in una bella intervista a Pinkblog spiega:

Per chi non ha avuto la possibilità o per chi non si sposta dall?Italia, è normale pensare che la televisione sia così ovunque. Invece il caso italiano è un caso unico, di cui a livello internazionale si discute molto. C?è una bellissima ricerca del Censis, rintracciabile in rete, Donne e media in Europa, che ci racconta appunto come la rappresentazione delle donne che fa la televisione italiana di ?corpo-oggetto? è tipica solo dell?Italia e in parte delle Grecia.

E continua Lorella Zanardo:

Da una parte l?Italia è sicuramente un caso un po? limite e siamo un po? un fenomeno da circo per loro; ad esempio la BBC quando ha fatto un servizio su di noi è rimasta esterrefatta. Per avere consenso ultimamente non si ha mai il coraggio di chiamare le cose con il loro nome, invece in fondo comincia tutto col nominare le cose in modo corretto: la nostra televisione è vergognosa. All?estero la guardano perché quasi si divertono. E? una televisione, come ha detto un documentarista norvegese, che non potrebbe nemmeno stare in Europa per come tratta le donne; quindi questo è un primo caso. L?altro riguarda il fatto che, però in embrione, un 10% di velinismo ce l?hanno anche loro, quindi secondo me è come se noi fossimo un fenomeno da laboratorio: ?cosa accade in Italia stiamo attenti che non accada anche da noi?, dicono loro. Quindi ci studiano diciamo. Tutto dipende dal fatto che nella nostra televisione vengono mandate in onda delle immagini che suscitano veramente ilarità o sdegno.

Molti dei lettori penseranno immediatamente che basta spegnere la tv per risolvere il problema. Per la Zanardo è una falsa soluzione e dice:

Gli argomenti sono due: spegnere la tv non è così semplice, se una persona ha avuto tutta la vita l?abitudine di accenderla, è difficile che improvvisamente faccio altro. Ma dall?altra noi ci battiamo anche perché la televisione italiana cambi, così come nel resto del mondo (non stiamo dicendo niente di incredibile o unico al mondo); guardiamo ad esempio cosa accade in Inghilterra. In Gran Bretagna alla pubblicità è vietato utilizzare il corpo della donna se il prodotto non è correlato direttamente con il corpo della donna. Un esempio: se si devono vendere delle mutande, in Inghilterra è permesso mostrare, comunque in modo non pornografico, il corpo della donna. Se io invece si deve vendere un tavolo, è vietato usare il corpo della donna.

Avvisa, però la Zanardi che la questione parte dal femminile e giunge al maschile: lo sfruttamento del corpo, infatti riguarda anche gli uomini:

Risponderò con quello che ci scrivono molti ragazzi sul blog de ilcorpodelledonne.net. Ne cito uno, di 17 anni, che dice ?Queste ragazze della televisione sono bellissime, a me piacciono, io le vedo, ma mi sento offeso, perché se voi donne vi sentite offese per come venite proposte, io come uomo mi sento offeso perché la televisione fa presumere che noi uomini siamo perennemente allupati ed eccitati e non pensiamo che a quello. Mentre a noi piacciono queste donne, ma poi nel corso della giornata facciamo mille altre cose e la televisione italiana dà una rappresentazione del maschio come se avesse solo una sessualità spicciola, 24 ore al giorno in testa.

La soluzione? Protestare, dignitosamente, civilmente ma indignarsi se una pubblicità o una trasmissione televisiva ci danno fastidio perché ravvisiamo uno sfruttamento del corpo femminile:

Protestare vuol dire prendere la mail di un?azienda che usa una pubblicità imbarazzante e senza rispetto, e scriverle; vuol dire scrivere alle televisioni, se ci sono delle trasmissioni che non ci rispettano: ecco farsi sentire, non perdere fiducia pensando che la nostra voce non conti, è fondamentale. Se lo facciamo in 500.000 riusciamo a cambiare il mondo. Questa consapevolezza dovrebbe accompagnarci dal mattino alla sera.

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Morgan non vale una Alcoa

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Ci hanno ammorbato per tutta la scorsa settimana con la storia di Marco Castoldi in arte Morgan e del suo rapporto con la polvere bianca, una sovraesposizione mediatica tale che lo stesso Mauro Masi dg della Rai ha dovuto ammettere:”La Rai è interessata da un’attenzione mediatica che ci sembra francamente eccessiva e anche un po’ superficiale“, un?incessante tamburo battente che ha interessato buona parte dei programmi della tv di Stato: da Il fatto del giorno a La vita in diretta, fino all?apoteosi nell?Arena di Massimo Giletti e in particolare a Porta a Porta, con le lacrime (di Livia Turco) e il pentimento del diretto interessato, un?interminabile sequela di sproloqui e frasi ad effetto condotta fino allo sfinimento dell?ignaro telespettatore.

Tutti bravi a stigmatizzare, l?utilizzo di droghe anche a scopo ?taumaturgico?, ben diffuso in ogni dove non solo nel mondo dello spettacolo, (il servizio de Le Iene con i politici docet), motivo di sorpresa da parte dei più di fronte a quella che a tutti gli effetti appare come la scoperta dell?acqua calda. Una scelta quella di mettere Morgan al centro dell?attenzione premiata dai numeri, ma che cela ben altri sinuosi obiettivi, con l?opinione pubblica circuita, abbordata, depistata da quelli che dovrebbero essere le reali urgenze del momento.

Che la droga, scorra a fiumi soprattutto nei grossi centri urbani non è certo una novità, nell?inverno 2007 Raitre mandò in onda Cocaina una docufiction di Roberto Burchielli e Mauro Parissone, le cui telecamere seguivano la giornata tipo della Mobile di Milano intenta a contrastare l?uso e lo smercio di stupefacenti nel capoluogo lombardo. Il programma, la cui messa in onda venne osteggiata da alcuni esponenti politici di destra, mostrava come i consumatori di cocaina fossero spesso degli insospettabili: operai, manovali, padri di famiglia coinvolti nello spaccio per potersi pagare la ?bamba? quotidiana. ?Ma da dove entra tutta questa roba!? era la frase pronunciata da uno dei poliziotti protagonisti che riassume il senso di tutta la trasmissione..

L?impressione è che la Rai, abbia affondato le unghie nella storia dell?ex Bluvertigo, spacciandola (scusate la battuta) per uno spottone sul buon senso, intuendo la potenzialità di una notevole cassa di risonanza per l’imminente Festival di Sanremo dall?ambigua sorte e allo stesso tempo distraendo lo spettatore da argomenti caldi come le manifestazioni degli operai dell?Alcoa di Fusina a rischio chiusura e dall?approvazione della legge sul legittimo impedimento, ben altra cosa rispetto un musicista cocainomane nell?italietta del ventunesimo secolo, più che sufficiente a richiamare frotte di telespettatori davanti al teleschermo con buona pace di chi vorrebbe cambiare il volto di questo sciagurato Paese, schiavo del Grande Fratello e pronto a scendere a compromessi per la vittoria della squadra del cuore.

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George Clooney scandalizzato da Berlusconi

Miss UsaPuò una star di Hollywood sentirsi in imbarazzo di fronte ad una folta schiera di donne giovani e belle? Certo che si, sempre che la star in questione sia George Clooney in missione benefica per raccogliere fondi pro-Darfur nell’ufficio di un importante uomo politico.

Di cosa stiamo parlando? La rivelazione viene dal sito tranquilla.it, dove la giornalista Lina Sotis racconta ai propri lettori la storia di un divo hollywoodiano brizzolato, ricevuto qualche tempo fa a Palazzo Grazioli dal Premier Berlusconi.

La ragione della visita era la richiesta di aiuti per la tragedia del Darfur, da sempre sostenuta dal divo in questione. Tutto nella norma dunque, se non fosse che la star, entrando nell’ufficio del Cavaliere, si è ritrovato davanti una quantità imprecisata di belle e giovani ragazze, signore e signorine una diversa dall?altra, ma di quel genere tutte uguali, che lo accolsero affettuosamente insieme al premier”.

Imbarazzato come non mai, il divo cercò una scusa qualunque per darsela a gambe, non raggiungendo lo scopo che si era prefissato.

Non sappiamo se la star protagonista della storiella sia proprio Clooney, ma tutti gli indizi portano a lui, dando ragione (in parte) a quanti hanno sempre avuto dei dubbi sulle sue tendenze sessuali. O forse dobbiamo pensare che il bel George sia rimasto davvero scandalizzato dal comportamento del nostro Premier?

 

Grasso che cola

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Gentile signor Grasso,
mi perdoni la scelta impietosa della foto, ma non sono riuscita a reperire un suo ritratto in cui, fisiognomicamente parlando, non venga evocata in un colpo solo l’inquietante weltanschauung della triade Moggi-Giraudo-Bettega.
Ma veniamo a noi.
Le scrivo per ringraziarla dal profondo del cuore per lo spazio a me dedicato nella sua consueta rubrica sul “Corriere della sera”. Credo di non aver mai ricevuto tante telefonate, mail ed sms in vita mia da parte di amici e sconosciuti. E credo che raramente un suo pezzo sia stato tanto ripreso da siti internet e letto sul sito del Corriere. Ho avvertito tanta di quella attenzione e solidarietà intorno a me che per un attimo ho creduto di essere la moglie di Marrazzo. Si sono rifatti vivi persino un paio di ex fidanzati che non sentivo all’incirca dal giorno dell’allunaggio di Armstrong e se la faccenda le pare trascurabile lei deve considerare che il mio ex fidanzato medio posto di fronte all’alternativa “Preferisci una lenta agonia nella calce viva o risentire Selvaggia?” opterebbe per la prima ipotesi.

C’è solo qualche dubbio che m’assilla.
Il primo riguarda i tempi della messa in onda dello speciale su “Sex and the city” da me condotto che le ha provocato rigurgiti gastroesofagei ed episodi isolati di possessione demoniaca e la data d’uscita del suo articolo sull’argomento. Il punto é che tra l’uno e l’altro è passato quasi un mese. Ora la domanda è : signor Grasso, le è caduto un fulmine sulla parabola e da quel giorno il suo decoder si è reso protagonista di curiosi fenomeni d’anarchia temporale quali la messa in onda, oggi, della celebrazione per i dieci anni dalla scomparsa di Barack Obama o dell’ultimo capolavoro della Duse spacciato come prima visione? O è lei che ha un rapporto conflittuale o faticoso con la tecnologia? Perché se è così io sono molto preoccupata per l’avvento del digitale terrestre. Non è che lei mi va da Trony una domenica e anziché il decoder mi acquista l’xbox con “Furious Motocross” in omaggio, poi lo collega al televisore e nella prossima rubrica a me dedicata scrive che la Marini fa freestyle sulle rampe meglio di me?
Secondo dubbio. Che io le sto sulle balle da sempre lo sappiamo entrambi. Credo proprio ci sia un qualcosa di atavico o karmico nella tenacia con cui le sto attaccata ai maroni. Probabilmente lei nella sua vita passata è stato ucciso a duello da un opinionista in calzamaglia o mollato sull’altare da una tizia con la quinta di reggiseno, non so, però caspita, possibile che nel parlare di me ogni volta accenni al mio curriculum con quella vaghezza e imprecisione di chi finge di non ricordare neanche cosa ho fatto per lanciarmi il seguente messaggio con sottotesto “Sciacquetta, scrivo di te ma sei di così scarsa rilevanza che a malapena so chi sei?”. Voglio dire, Signor Grasso, lasciamole fare a Emilio Fede ‘ste cose perché guardi che dopo una certa età tra il cominciare a storpiare nomi e curriculum di chi le sta sui maroni e uscire con la Zardo il passo è breve. Se non sa cosa ho fatto va su google e si informa. Io lo dico per lei, mi creda. Perché le garantisco che se proprio volesse scrivere un’invettiva fatta bene su di me potrebbe tirar fuori una quantità tale di scheletri che manco passando con un aratro al Verano se ne disseppellirebbero tanti. Che so, potrebbe citare il mio “Miss Grand Prix” con Cristiano Malgioglio o il mio contraddittorio con Antonio Zequila, potrebbe dire che una che passa da Pappalardo a Morgan per coerenza stoica se la batte solo con Mastella, potrebbe dire che schifavo i programmi domenicali e ora me ne sto appollaiata sui divani di quei salotti a conversare di relativismo cosmico con Daniele Interrante.
Terzo dubbio. Siccome io la leggo sempre, mi domando da tempo : con tutti i mononeuronici che girano in tv e con la considerazione di cui gode il suo parere, possibile che lei debba accanirsi con particolare veemenza con a) i pesci piccoli b) quelli che non associano la parola libro alla barzellette di Totti c) quelli che in tv hanno il potere decisionale di Moira Orfei al G8?
Cioè, anziché prendersela ciclicamente con Gene Gnocchi o Morgan o Andrea Pezzi non potrebbe occupare quelle venti righe che ha a disposizione con testi e concetti utili alla società (oltre che più coraggiosi) quali, fantozzianamente parlando: “Uomini e donne è una cagata pazzesca!”. (ed è diseducativo, sta “crescendo” una generazione, soprattutto al sud, se ne è accorto?)
Infine. Signor Grasso. Lei scrive che lo speciale di Sex and the city è “Un diario di assoluta vacuità, la cosa più lontana che esista dal glam della serie”. Signor Grasso. Le sta parlando una che venera Carrie e la serie quanto sua madre. Perché è scritta divinamente, perché le protagoniste sono eccezionali, perché gioca sull’ironia. Ma le sta scrivendo anche una perfettamente consapevole del fatto che “Sex and the city” è la celebrazione, il trionfo, l’apoteosi della vacuità. E, per giunta, di una vacuità di nicchia, alimentata da scarpe costose, aperitivi, trombate con broker e frustrazioni femminili piuttosto invidiabili. E mi perdoni, ma in questo senso, il confine tra il vacuo attribuito a me e il glam attribuito a Carrie è piuttosto sottile. Poteva darmi della coatta, della scialba, dell’inadeguata, dell’analfabeta, della peracottara ma abbia pazienza, Carrie e le sue Jimmy Choo sono perfino più vacue di me. E poi suvvia, il termine “glam” per il quale io provo un ribrezzo assoluto lo faccia usare alla Sozzani. O dice anche "stiloso" e "bella gente"?

Detto questo, non è che io non le possa far schifo. Ci mancherebbe altro. E posso pure fare ribrezzo a qualcuno per ragioni epidermiche o professionali senza alcun precedente di natura personale.
Il punto è che a dirla proprio tutta, curiosamente con lei qualche precedente c'è.
Per la serie “i casi della vita”, in data 21 gennaio 2009 su questo blog e su “Italia Oggi” scrivevo questo articolino su di lei. E nonostante non possegga palle di vetro, le ultime tre righe suonano come una profezia.

Leggere per credere:

...“Sul “Corriere della sera” di ieri Aldo Grasso, nella sua consueta rubrica, diceva la sua su “X Factor”. Il problema è che il lunedì sera, Aldo Grasso, anziché guardare “X Factor”, molto probabilmente fa zapping sui canali Hot club di Sky o guarda le repliche di Lilo e Stitch col nipotino, perché di tutto quello che ha scritto non c’è una cosa vera. E non è un problema di opinioni, ma di fatti. Grasso scrive, testuale, che “ a X factor l’ultima preoccupazione è la musica” ed è un programma in cui ci sono all’incirca sedici esibizioni musicali a puntata più quella del super ospite. Manca solo che si esibisca Marano con la banana in testa in veste di sosia di Little Tony . Poi va avanti dicendo che “la Ventura capisce poco di musica” e d’accordo, la conduttrice non sarà Uto Ughi in gonnella, ma ricordate a Grasso che Giusy Ferreri, lo scorso anno, fu una sua scoperta. E ancora: “Mara Maionchi dei tre giudici è la più esperta, davvero molto brava”, peccato che se Grasso avesse seguito mezza puntata del programma si sarebbe accorto che la povera Maionchi, lo scorso anno, è stata battuta su tutti i fronti da Morgan e la Ventura e che anche quest’anno è in netto svantaggio. Infine, “il programma delude non poco perché il talent show serve per scoprire cantanti veri e duraturi”. Forse è il caso di spiegare a Grasso che i dischi di platino conquistati dalla trionfatrice di “X Factor” Giusy Ferreri non sono il servizio di piatti da dolce vinti con i punti dell’Esselunga, ma il riconoscimento per le copie vendute.
Infine, per uno strano scherzo del destino, il cantante più talentuoso di questa seconda edizione di “X Factor” si chiama Daniele Magro. Giuro solennemente che a questo punto, pur di rendere un Magro più famoso del Grasso, mi vendo la casa al mare e comprerò io da sola sessantamila copie del suo album.
Sì, lo so che Aldo Grasso è notoriamente poco vendicativo per cui presto scriverà che non merito tanto spazio in tv anche se mi vedrà accarezzare un materasso all’interno di una televendita condotta da Raffaello Tonon, ma che ci volete fare. Sono un’impavida.”

p.s.
Dite che dovrei smettere di fare l’opinionista e darmi alla cartomanzia?

 

Tornano Tarzan & Jane

Miss UsaDopo le meritate (forse) vacanze della povera e stanchissima Jane (Cristina Dori) ripartono su Radio Company le regolari trasmissioni del pubblico dibattito tra uomini e donne che infiamma le mattinate.

Oggi l'argomento discusso dai due protagonisti riguardava il modo che gli uomini hanno, talvolta, di reagire alla presenza di graziose e avvenenti fanciulle.

Jane accusa gli uomini di essere capaci di dire ogni nefandezza, bugia o altro al fine di ottenere lo scopo dell'abbordaggio.

Tarzan nega vistosamente, asserendo ,però, che ogni tecnica di conquista è buona.

Sentiamo cosa ne è uscito.