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DIANA KLEIMENOVA: DALLA CASA DEL GF7 ALLA CASA DI RECLUSIONE

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Dalla casa del Grande Fratello alla cella del carcere di San Sebastiano a Sassari, il passo è stato breve per Diana Kleimenova, 27 anni, concorrente della settima edizione del reality show di Canale5. La giovane russa è finita in manette per spaccio di droga. E’ stata arrestata dai carabinieri in una nota discoteca a Porto Rotondo, assieme al compagno Vladimiro Mazzucchi, un praticante legale di Roma.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, sembrerebbe che Mazzucchi sia stato notato mentre passava della cocaina ad alcuni clienti, ritirando il denaro e consegnandolo in fretta alla compagna che lo infilava nel reggiseno per occultarlo meglio. Una volta fermati e identificati, i due sono stati sottoposti a una perquisizione personale. Ed ecco spuntare dalla borsetta dell’ex gieffina 16 pasticche di ecstasy e tre dosi di cocaina.

Ora Diana è rinchiusa nella sezione femminile del carcere di Sassari.

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NBC: America's Toughtest Job. Un reality sul duro lavoro

realityAmerica’s Toughest Job” è un nuovo format pensato per NBC che partirà il prossimo 25 agosto in prima serata e come la traduzione del titolo suggerisce si tratta di un reality nel quale vengono mostrati i lavori americani più duri e pericolosi. Chi li farà? Gente normale, con lavori d’ufficio, ma predisposti fisicamente e mentalmente al rischio e dotati di grandi capacità d’apprendimento.

I 13 partecipanti impareranno a combattere contro i tori, a guidare le Monster Truck (mezzi con quattro ruote gigantesche tipicamente utilizzati per acrobazie ed evoluzioni ), ad essere ricercatori d’oro, costruttori di ponti, operatori per il salvataggio in montagna, pescatori di granchi, operatori di piattaforma di trivellazione per l’estrazione del petrolio, tagliatori e trasportatori di legname e trasportatori di merci su terreni ghiacciati. Cose abbastanza semplici no?

Il reality prenderà anche una piega documentaristica, come spiega il suo creatore Thom Beers: ogni lavoro racconterà la dedizione e l’impegno di persone che hanno dedicato in molti casi la loro intera esistenza ad un lavoro tanto umile quanto fondamentale per la nostra quotidianità (tori e monster truck a parte). Saranno gli stessi capi di lavoro e i colleghi a decidere chi tra i protagonisti riuscirà volta per volta a imparare il lavoro più velocemente possibile producendo buoni risultati. Il montepremi finale equivarrà alla somma degli stipendi annuali di ogni singolo lavoro testato.

In Italia, un format simile avrebbe anche la grande missione di mostrare al popolo italiano il valore della sicurezza sul lavoro e l’importanza di chi oggi sceglie di operare in mestieri poco ambiti ma incredibilmente nobili. Il presentatore sarà Josh Temple, giovane attore comico.

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Un reality show per Valeria Marini!

realityValeria Marini vuole imitare Paris Hilton e Victoria Beckham; infatti sarà protaginista di un reality 24 ore su 24, in sei puntate da 30 minuti l'una, in onda su FoxLife (Sky)…

 

La Marini, una vita da reality

Da febbraio Valeria seguita dalle telecamere 24 ore su 24 per FoxLife
 

FOX LIFE SPIA VALERIA MARINI DAL BUCO DELLA SERRATURA

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Alcuni anni fa era pronta a giurare che mai, e poi mai, avrebbe preso parte ad un reality, tanto da litigare a mezzo stampa con la sua grande amica Simona Ventura che a tutti i costi l?avrebbe voluta tra i suoi isolani. Poi la partecipazione in sordina a ?Reality Circus? per strappare a Mediaset una partecipazione concordata per l?edizione corrente di ?Scherzi a parte?.

Oggi, coerenza a parte, Valeria Marini sarebbe alle prese con la fase finale delle trattative con Fox Life per la partecipazione ad una docu-fiction incentrata sulla sua vita, pubblica e privata. La burrosa show-girl, dall?esordio alla ricerca di una precisa identità artistica, sarebbe sul punto di accettare di convivere per tutta la giornata con riflettori e telecamere seguendo i fortunati esempi d?oltreoceano ?rei? di aver sdoganato icone del vuoto mediatico come Paris Hilton o Victoria Beckham.

Il progetto prevede una full immersion in ogni momento dell?arco lavorativo della biondissima Valeria sino a quando, messi da parte lustrini ed i suoi immancabili tacchi a spillo, regalerà ai più fedeli telespettatori qualche chicca legata alle sue abitudine quotidiane, dalle telefonate alle chiacchiere con parenti ed amici.

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ISOLA DEI FAMOSI 6: TUTTI PRONTI PER MOLVENO

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Per il terzo anno consecutivo l’avventura de L’isola dei famosi parte dal Trentino. I naufraghi prima di sbarcare in Honduras, svolgeranno un corso di sopravvivenza a Molveno, un appuntamento che può rivelarsi fondamentale per lo svolgimento del reality. E’ infatti il primo momento di aggregazione per i partecipanti ed è una ghiotta occasione per scattare foto e per svelare qualche retroscena.

Come se la caveranno l’ex parlamentare Vladimir Luxuria, il paragnosta Giucas Casella e la scrittrice Michi Gioia? Sapranno fare gioco di squadra l’ex calciatore Antonio Cabrini e l’attore Massimo Ciavarro? Porteranno scopiglio nelle camere d’albergho i belli e giovani Giuseppe Lago e Leonardo Tumiotto? Riusciranno a rubarsi gli scatti più ambiti le show girls Flavia Vento, Belen Rodriguez e Veridiana Mallman? A tutte queste domande ci sarà sicuramente una risposta. In anteprima su Davidemaggio.it.

Le date del ritiro non sono ancora ufficiali, anche se dovrebbero essere dal 27 al 29 agosto. Giusto il tempo di preparare i bagagli per poi sbarcare sull’isola più famosa della televisione. In quel di Molveno, oltre al cast al gran completo (tranne i nip, i non famosi) arriverà anche la conduttrice Simona Ventura e l’inviato Filippo Magnini, a meno che la triste esperienza olimpica non abbia fatto cambiare idea alla produzione.

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il postino (o piccolo post) Cara...

il postino (o piccolo post)

Cara Simona Ventura, il tuo prossimo inviato sull'Isola dei famosi 6 Filippo Magnini, ha disputato un'olimpiade deludente (escluso dalla finale dei 100 stile libero e 4° nella staffetta 4x200, sempre stile). Ora dovrai difenderlo da chi dirà che, in qualche modo, l'imminente ingresso nel mondo dello spettacolo lo ha distratto. Se puoi fai anche una telefonata di solidarietà allo schermidore (nonchè ex concorrente della Fattoria) Aldo Montano che dopo l'eliminazione ha detto chiaro e tondo ai giornalisti: "E per favore non dite che è colpa di quel reality al quale ho partecipato due anni fa. Sono io ad aver sbagliato, ho tirato sotto le aspettative" (dal Corriere della Sera del 13/8/2008). Cara Simona Ventura, saprai come motivare Filippo Magnini e se lui sarà troppo abbattuto ti basterà ricordargli che tu sei stata anche la scopritrice di Francesco Facchinetti come conduttore; a quel punto la disfatta olimpica gli sembrerà un dolce ricordo.


Buon Ferragosto a tutti i lettori di carotelevip!

Pubblicato da akio | Commenti (4)


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Sorellanza

Miei cari, mentre il gran pranzo di ferragosto s’approssima e il pollo con i peperoni è pronto a stabilirsi in un punto imprecisato tra la bocca e lo stomaco di milioni di vacanzieri, eccomi a voi per raccontare come proseguono le vacanze.
O meglio, ci terrei a darvi un quadro sinottico di come, parallelamente si siano svolte le mie vacanze e quelle di Lupinella Fresca Sposa.

18 Luglio 2008
Lupinella Fresca Sposa vola in Giappone. L’ineffabile Fiore di Loto si becca un raffreddore dopo pochi giorni e inizia a seminare il panico tra i giapponesi, abituati a girare con la mascherina per non contagiare il prossimo. La sposina infatti, dalla non trascurabile altezza di unoesettantacinque più le zeppe e con i capelli biondo platino starnutisce sul popolo del sol levante a piè sospinto. Non pochi, vedendola, pensano al ritorno di Godzilla.
Io decido di far passare una giornata differente alle Bassette. Carico tre cuginette in macchina e mi dirigo a Zoomarine, parco divertimenti di Torvajanica.
Ne esco solo sei ore più tardi, avendo avuto modo di acquistare due imperdibili tazze viola a forma di polipo e un peluche marrone a forma di foca, che spesso, nei giorni successivi, ho scambiato per un topo.

25 Luglio 2008
I giovani Figli del Mandorlo in Fiore ricordano di aver dimenticato un trascurabile particolare: pagare l’assicurazione della macchina, scaduta appena un mese prima. Ma per fortuna Mister Goldrake e Madama Mazinga possono contare sulla fattiva collaborazione dei parenti del West, che saremmo noi. E’ bello recarsi negli uffici assicurativi nei giorni d’estate, c’è anche l’aria condizionata.

5 agosto 2008
Da Tokio i coniugi Samurai partono alla volta di Los Angeles, dove alloggiano al London West Hollywood, alberghetto dello chef Gordon Ramsey sfortunatamente dotato solo di suites.
Di qua dell’oceano una grandinata ai castelli romani riversa chili e chili di detriti nel canale che sfocia vicino al mare che bagna i nostri piedini, nonché una pecora morta che i bambini osservano straniti la mattina presto.
Per qualche giorno è sconsigliato fare il bagno.

6 agosto 2008
Le rockstar visitano Malibu e ne approfittano per una cooroborante lezioncina di surf.
Le Bassette e io decidiamo di trasferirci al di là della pecora accisa e andiamo a Ostia, a trovare le nostre amiche Cristina e Matilda.
Mentre nel pomeriggio gustiamo un delizioso frozen yogurt sul lungomare abbiamo la fortuna di assistere all’arrivo degli invitati di un matrimonio Sinti. Le paillettes e i tacchi quasi ci travolgono ma il pezzo forte della comitiva è un uomo rasato e molto macho, con una scritta tatuata sull’avambraccio a caratteri gotici. C’è scritto “Lello”.

8 agosto 2008
Lupinella Fresca Sposa decide di confermare la scelta appena fatta. Il matrimonio bis avviene, naturalmente, a Las Vegas. Il celebrante, stavolta, è vestito a Elvis. Riusciamo a far pervenire alla sposa una email di auguri e lei citelefona commossa. Decidiamo di festeggiare con un gelato. Una signora bionda e ingioiellata ci precede nella fila e dopo aver preso i gelati domanda “Me ce l’hai messo il cucchiarino?”. Una sottile depressione si impadronisce di me.

10 agosto 2008
Lupinella vola a New York, è l’ultima tappa del suo Tour del Potere.
Nel frattempo, il Grande Di Spagna ci ha finalmente raggiunto in ferie e ha proposto di trascorrere un paio di giorni a Greccio, paese di origine dei suoi genitori. La sera, mentre ci troviamo a fare visita ai parenti local e prendiamo il fresco di fronte alla casuccia un po’ diroccata ricevo l’sms di Lupinella che mi comunica l’arrivo nella Grande Mela. Dopo aver fatto l’elenco delle malattie e dei lutti dell’ultimo anno provo un vago senso di inquietudine e la chiamo. Dico “voi siete a NY, ma io sono a Greccio”.
Risposta: “Ah, mi porti la salsa tartufata?”

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Caterina Balivo: "In Italia si...

Caterina Balivo: "In Italia si può lavorare senza raccomandazioni... non leggete troppo i giornali"

Cara Caterina Balivo, essere un televip Rai in forte ascesa, implica doveri dai quali non ci si può sottrarre nemmeno ad agosto: fare l'ospite di Michele Mirabella a Pronto Elisir. Qualche suggerimento su come combattere i dolori alla cervicale e poi ben 9 minuti dedicati ad intervistarti. E' il tempo minimo necessario per farci conoscere il tuo pensiero su due temi di attualità: come si entra in tv e le raccomandazioni. Sulle ragazze che vogliono entrare nel mondo dello spettacolo sei spietata: "Tutti dicono... ah voglio andare in televisione, voglio far parte del mondo dello spettacolo e magari non pensano che magari loro possono avere un talento in qualche altro settore... però questo è colpa della televisione, si perchè se una persona partecipa ad un reality e poi diventa un protagonista della tv, è normale che tutti quanti dicono... c'è lei, o c'è lui, ci posso andare anch'io". Per te però c'è tv e tv: "Io ho partecipato al concorso di Miss Italia nel '99, mi ricordo che Fabrizio Frizzi, il conduttore, mi chiese... cosa vuoi fare da grande? Io dissi la giornalista televisiva... i concorsi ad esempio servono per comiciare a lavorare... da una parte si deve cominciare, Mirabella... è!". Michele Mirabella è affascinato dalla tua spontanea sicurezza e ti chiede: "E delle raccomandazioni che ne pensi? E' sempre disdicevole farsi raccomandare...". Tu, rispondi senza incertezze: "Beh, dipende... se è l'unica strada per poter lavorare, no. Dipende da come la si vive. E' brutto quando dicono che in televisione tutti lavorano grazie alle raccomandazioni. Questo è brutto per chi ci lavora e soprattutto per chi poi deve ordinare le cose". A questo punto fai l'esempio di tua sorella diventata pediatra e che piangeva perchè non era raccomandata e temeva la bocciatura agli esami. Ma lei ce l'ha fatta ed per te è la dimostrazione che "in Italia si può lavorare anche senza raccomandazione. Non leggete troppo i giornali...". Michele Mirabella interviente a difesa della stampa invitandoci a leggere i giornali "non in maniera acritica" ma tu, sospirando, rilanci: "Non sono daccordo, ultimamente non sono daccordo... io leggo molti giornali... lo faccio per mestiere, quindi... però penso che... insomma... il nostro paese stia in questo un pò esagerando... e i giornalisti stiano prendendo un pò troppo il potere...". Cara Caterina Balivo, le tue risposte mi hanno fatto venire un dolore alla cervicale; scriverò una lettera di protesta a Mirabella.

Pubblicato da akio | Commenti (7)


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Lele Mora, l'ennesimo abbandono: con Costantino Vitagliano è divorzio

Per Lele Mora è l'ennesimo divorzio. Ad abbandonarlo, dopo Simona Ventura, Elena Santarelli, Melissa Satta e altri nomi noti dello show-biz, è questa volta il pupillo Costantino Vitagliano. E pensare che solo pochi mesi fa, quando l'ho intervistato al "Palafamila" di Seveso, in occasione del gran galà di Lele Mora, aveva speso parole di sincero affetto per il suo agente. Leggere l'intervista per credere.

Per il tuo agente, Lele Mora, questa è una delle prime uscite ufficiali dopo il proscioglimento da tutte le accuse nell’ambito di Vallettopoli: il pm di Potenza titolare dell’indagine, Henry John Woodcock, ha chiesto l’archiviazione del fascicolo che lo riguardava.
Tu, Mora, non l'hai mai abbandonato..

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Costantino Vitagliano
Gli altri dell'agenzia sono acquisti, io non sono mai andato via. Faccio parte della scuderia da 10 anni. Come dico sempre, devo tutto a Maria De Filippi. Lele però ha contribuito a lanciarmi.
Tra l'altro, se ci fai caso, i miei colleghi ora sono tutti al tavolo a brindare (c'è una vena polemica, ndr), io sul palco ad animare la serata. Non è un caso.

Ti fa davvero piacere questo assedio delle ammiratrici?

Costantino Vitagliano
Non mi spaventa il calore della fan. E’ grazie alle donne se ho realizzato il mio sogno.

Ultimamente impazzi sui tabloid spagnoli a fianco di donne bellissime..

Costantino Vitagliano
Sai com'é, l'importante è che se ne parli. Sono in questo mondo da 10 anni. Come mi chiamo ormai lo sanno tutti. Ho tantissime amiche donne, se questo è essere gay! (Si riferisce ai rumors sulla sua sessualità). Sono finito su Olà e su altri giornali iberici venduti anche in Sudamerica. Ora anche in Spagna esce Costantino desnudo, la mia biografia. Ho fatto il reality Welcome Tara, sono stato giudicato tra i 101 corpi più sexy del mondo (sono finito tra i primi 20).
In Spagna faccio le stesse cose che facevo qui, esco con le star.

Però, da due settimane a questa parte, sui giornali italiani sono spuntate delle foto che provano il riavvicinamento con la tua ultima fidanzata storica, Linda Santaguida..

Costantino Vitagliano
L'intervista finisce qui! (ride)

Afferrato il concetto. Cambiamo argomento. Che rapporto hai con Milano, dove hai vissuto fino ad ora?

Costantino Vitagliano
Sono nato e cresciuto a Milano, qui ho la mia famiglia. Amo la mia città. Ho iniziato a lavorare di notte, nei locali meneghini, a 16 anni. Ma spesso torno a Napoli, di cui sono originario.

Ormai hai 33 anni. L'idea di farti una famiglia inizia a esserci o no?

Costantino Vitagliano
Vivo alla giornata. I figli? Se nei prossimi anni arriveranno bene, altrimenti vivrò uguale.

Gran galà di Lele Mora: Costantino Vitagliano assediato dalle fan a Seveso

Intervista a Lele Mora: "Deluso da chi mi ha abbandonato"

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Uomini e donne: Giovanni e Serena in odor di matrimonio

Uomini e Donne: l'ex tronista Giovanni Conversano è in odor di matrimonio con la a sua volta ex tronista Serena Enardu. Era tutto incominciato in un reality televisivo, Uomini e Donne di Maria De Filippi, e poi tra i due è nato il vero amore.

Ripercorriamo la vicenda, di cui abbiamo più volte riscontrato le eco letterarie. C'era una volta Giovanni Conversano, 28 anni, calciatore di belle speranze.reality
Dopo aver militato per nelle file del Cervia (Eccellenza e serie D), il giovane leccese - a cui il reality Campioni il sogno ha giovato, se non dal punto di vista della carriera calcistica, almeno da quello della popolarità - decide di buttarsi nello show business.

Si fa notare per il fidanzamento con Valentina Riccardi, ex tentatrice del reality Vero Amore. Poi, nel settembre 2007, approda alla corte di Maria De Filippi nelle vesti di corteggiatore, prima della bionda Angela Artosin e poi della mora Serena Enardu. Tra la 31enne cagliaritana - mamma di un bimbo di due anni - e il focoso pugliese scoppia la passione. Ma alla fine del trono la Enardu sceglie di non scegliere (Giovanni nelle sue tante serate in discoteca non si era infatti risparmiato nel fare il cascamorto con le altre).

"Non sono mai stato innamorato", confessa una volta approdato sul trono - nel gennaio 2008 - alle agguerrite corteggiatrici provenienti da tutta Italia. Ma, come per il famoso Giacomo Casanova della Venezia settecentesca, la sua irrequietezza di farfallone viene inaspettatamente domata dal fuoco dell'amore.

La scintilla scocca, dopo mesi di lontananza, proprio per quella Serena che l'aveva malamente rifiutatoE se son rose, come si suol dire, fioriranno. L'amore viene suggellato da un infuocato bacio in cima alle scale dello studio di Uomini e donne.

Innegabile l'analogia con la biografia di Casanova, dalla vita rocambolesca.
Nel 1743 prese gli ordini minori, ma fu poi cacciato dal seminario.
Si laureò in Legge e iniziò una vita girovaga, toccando mete in tutta Europa, vivendo di espedienti e cambiando spesso nome (Conte di Farussi, Cavaliere di Seingault, Antonio Pratolini) per sottrarsi alle conseguenza dei suoi atti, al limite della legalità. Fu cabalista, informatore dell’Inquisizione, mago e guaritore, giocatore professionista e abile baro, diplomatico, uomo di teatro e di corte presso Federico il Grande e Caterina II di Russia.

Poliedrico e scavezzacollo quanto il nostro Giovanni Conversano, insomma.

Seppe, nelle alterne fortune della sua vita, adeguarsi a vivere nel lusso e nell’indigenza, con ladri imbroglioni e prostitute, ma anche con aristocratici e uomini di corte e di cultura (Giovanni Conversano è laureato in Scienze dell'educazione).
Fu arcade col nome di Eupolemo Pantaxeno, aderì alla Massoneria; a Venezia fu accusato di ateismo e libertinismo, motivi per cui fu arrestato e senza processo rinchiuso nei Piombi, da cui riuscì a evadere in modo fortunoso.

Nel 1749 incontrò Henriette, che si rivelò il più grande amore della sua vita.
Lo sarà anche Serena per Giovanni? A quanto pare, visto che si mormora di fiori d'arancio, effettivamente sì.

Ai posteri, e a chi coglie l'ironia del post, l'ardua sentenza.

Su Uomini e Donne leggete anche:

I nuovi tronisti di Uomini e Donne (e di Maria De Filippi): Giorgio Alfieri, Fernando Vitale e Glauco Dolci

Salvatore Angelucci e Paola Frizziero: la favola d'amore è finita

Pausa di riflessione per Salvatore Angelucci e Paola Frizziero

Silvio Berlusconi al Billionaire di Flavio Briatore con Lele Mora ed Emilio Fede..con un Salvatore Angelucci qualsiasi

Salvatore & Paola: vissero felici, contenti..e famosi

Uomini e Donne: le scelte di Luca Dorigo e Marco Montefiore. Amalia e Sara le fidanzate mediatiche. L'ultima puntata con tutti i tronisti

La Fattoria: Justine Mattera fa pace con Alessia Fabiani..in discoteca. Testimoni Paolo Limiti e Gaia Bermani Amaral. Assenti Selvaggia Lucarelli e Clemente Pernarella

Il dopo Fattoria: Francesco Arca tradisce Jennifer Rodriguez all'Hollywood, Selvaggia Lucarelli depone la penna al vetriolo

Uomini e Donne: ancora maretta tra Alessandro Genova e Salvatore Angelucci. Carla Velli si consola del due di picche di Cristiano Angelucci all'Hollywood

Dee-jay Francesco: le notti brave all'Hollywood per dimenticare Aida Yespica..con un bicchiere di Elena Barolo

Che fine hanno fatto Amalia e Floriana di Uomini e Donne?

De Sade: una serata all'insegna del riciclo da reality

 

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Marmellata primordiale

Il matrimonio di Lupinella è stato il grande obiettivo dell’anno. Tutti noi lo abbiamo considerato, a torto o a ragione, il punto di approdo e la conclusione di un percorso a tratti molto difficile, oltre che irresistibilmente comico.
Il giorno dopo il fatidico 12 luglio era come se non fosse previsto. La poltiglia di me stessa si è aggirata per casa tutto il giorno senza meta. Ho risposto a tutti gli infiniti quesiti del Grande di Spagna con “Eeehhhh???”, perché alla prima formulazione non ho mai capito la domanda, finché anche lui, uomo dotato di pazienza non comune, ha iniziato a manifestare una certa insofferenza.
Dal giorno successivo al grande evento io e le Bassette siamo in vacanza. Il Calciatore, quando gli impegni sportivi lo permettono, viene a trascorrere la notte con noi.

E qui inizia un’altra storia, ovvero il mio personalissimo faccia a faccia con la vita da spiaggia di oggi, in un piccolo centro a sud di Roma.

Una certa iperattività ha contrassegnato i giorni immediatamente successivi al matrimonio. L’abitudine ad incastrare impegni su impegni, lavoro-mammitudine-sorellanza, era tale che andare in ferie il giorno dopo il Grande Evento è stato come togliere le chiavi dal cruscotto di una macchina lanciata a 200 all’ora.

Così, sull’onda lunga, ho svolto moltissime attività tra le più strampalate.

Prima fra tutte la confezione di una ventina di barattoli (circa dieci chili) di marmellata di diversa natura. Ho iniziato con le prugne, proseguito con le albicocche e i frutti di bosco, chiuso in bellezza con le pesche. La ricetta è sempre la stessa: mezzo chilo di zucchero di canna per un chilo di frutta, cuocere a fuoco alto finchè non bolle, quindi scoprire la pentola e abbassare la fiamma finché non raggiunge la densità desiderata.
Il momento più bello è stato quando la marmellata di albicocche ha tracimato sulla macchina del gas, colando lungo il muro e allagando il pavimento. Me ne sono accorta solo quando il lago dolciastro e bollente è venuto a contatto con il mio pollicione che spuntava dalla scarpa infradito.

La vita da spiaggia, in questo angolo di mondo, è caratterizzata dalla massiccia presenza di tate di varia nazionalità. Le mamme italiche, ormai, sono talmente abituate alla presenza delle domatrici dei propri cuccioli che non riescono a fare a meno della loro presenza neppure in spiaggia. Che ci vorrà mai a governare un nano sulla spiaggia, direte voi? E’ qui che sbagliate. Come al solito, la mia conclusione dopo alcuni giorni di tran tran è che le altre mamme sono molto più furbe di me.
Le signore in questione, quando ci sono, stazionano sotto l’ombrellone. Leggono, parlano con le amiche, telefonano, dormono.
Nel frattempo le tate rincorrono i bambini che si allontanano, li controllano mentre fanno il bagno, li accompagnano a fare la doccia, provvedono all’asciugatura e al cambio del costumino e così via.

Di mamme senza tata (e senza nonne militanti) ce ne stanno poche, per non dire un paio. Si riconoscono per l’abbronzatura da bagnino (prevalentemente su collo e spalle) ottenuta grazie alla continua esposizione al sole all’impiedi e dalla profonda solitudine derivata dal fatto che le tate (quasi tutte romene) parlano tra loro in lingua madre.

Ma veniamo a me: io, come sospetterete, sono la mamma solinga. Per attirarmi la simpatia delle tate sono disposta a tutto. Tanto per cominciare faccio battutine e allusioni sulle loro datrici di lavoro. In più, se sono impegnate in conversazioni molto fitte in romeno, controllo anche i loro bambini. La cosa peggiore che faccio è parlare omettendo gli articoli, per facilitare la comprensione.
Per questo sono discretamente benvoluta dalla comunità delle baby sitter e ottengo vantaggi inusitati, come ad esempio potermi allontanare per pochi minuti per andare in bagno senza essere costretta a trascinarmi dietro le bambine.
La scorsa settimana, addirittura, sono andata al bar prendere un caffè. La tata Dorina e la tata Mimmì me lo hanno concesso di buon grado.

(continua)

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Weddingday

Ore 9 di sabato 12 luglio.
E’ il giorno.
Apro un solo occhio, con l’altra metà del viso schiacciata nel cuscino. Sulla poltroncina a fianco del letto è seduta la bassetta maggiore, di professione Damigiana Per Un Giorno, completamente vestita e attiva.
Mi guarda e dice: “Allora? Che facciamo?”
Non lo so, chiedo alla sposa. Dopo la lunga lite della sera precedente gradirei assecondarla. La chiamo, e lei è già nel Rinomato Centro Estetico, sotto le sapienti manine dell’estetista obesa, che le sta facendo un massaggio rilassante.
E io, sciocca, che pensavo che in vista di una lunga giornata la mattina fosse opportuno dormire.

Mi pongo a completa disposizione del generale Lupinella, che mi comunica che si farà trovare sotto casa mia dopo dieci minuti.
Il Calciatore, nella sua veste di Patron del Caffelatte, mi insegue con la colazione e la faccia incredula di chi è stato su Marte negli ultimi dieci anni mentre tento di assumere un aspetto compatibile con una uscita su strada.
E qui si apre una parentesi: la mia tostissima metà, saggiamente, ha avuto giorni di intenso lavoro, interrotti solo da intense partite di calcio, punteggiati qua e la da ritrovi con la squadra. Quindi non sa nulla del delirio nel quale ho vissuto negli ultimi tempi. Tuttavia si rende conto che la giornata è impegnativa e si offre di provvedere al pranzo. Perché la sposa lo salterà, ma le bassette non ci pensano neppure.

Ore 9:15: sono in strada, alla guida della station wagon a km zero del Grande Di Spagna (personalità del Calciatore che lo porta ad essere munifico soprattutto nei confronti degli operatori dell’892424, che chiama anche per sapere che ore sono, solo grazie al fatto che ha apprezzato la campagna pubblicitaria di Claudio Bisio).
La macchina mi è stata concessa in uso perché devo accompagnare la sposa a ritirare il tableu con il menu, che è stato stampato su cartone rigido, però la devo portare all’autolavaggio in modo che entro le 15 sia pulita e disponibile. Arriviamo nel negozio, il tableau è pronto. La sposa mi comunica (dice le cose solo a tappe, in una sorta di delirante monopoli prenuziale) che dobbiamo ‘fare un salto’ in redazione da me, perché deve stampare la lista degli invitati.
E qui, il lampo di genio idiota della sottoscritta: propongo, visto che la lista è su chiavetta usb, di stamparla nel negozio stesso.
Quando “il tecnico” infila la chiavetta nel mac, appare la lista così formattata: gruppetti di persone riunite per gruppo di provenienza e scritte per nome/cognome: praticamente inservibile. Mister Mac però, si chiama subito fuori: “io co uord nce lavoro”. Ed è qui che la vostra eroina, nel senso di persona stupefatta, entra in gioco. Trascorro più di un’ora a formattare per ordine alfabetico, cognome/nome la lista degli invitati. Senza aver mangiato. Senza aver fatto la doccia. Con la bassetta maggiore in bilico sul ginocchio che si annoia. Finita l’operazione, solo un salto in farmacia a comprare l’allume di rocca. Che la sposa altrimenti suda troppo e non sia mai. La sorella della sposa, invece, può anche andare in giro puzzando come una carogna.
Ore 11:55: sto per crollare di fronte al rifiuto dell’autolavaggio, poi ottengo il lavaggio solo esterno.

Alle 12 il parrucchiere Effetto In aspetta me e le Bassette per la messa in piega. Imploro uno shampo con l’acqua gelata, e opto per la coda bassa. Le Damigiane invece, dotate di ricci naturali, vengono asciugate con il diffusore a testa in giù, assumendo il noto aspetto delle piccole branduarde. Mentre subisco la tortura della piastra a 180 gradi il Calciatore staziona fuori dal parrucchiere impegnato in molteplici telefonate. Quando chiedo: “Si può sapere chi chiami?” la risposta è un placido “Nte preoccupà”. Scoprirò che l’uomo impegnato al telefono era il Grande Di Spagna, che non trovando passanti disposti ad accettare banconote di grosso taglio, aveva deciso di omaggiare gli sposi con la prenotazione di una suite presso l’Hilton Golf Club vicino al luogo della cena e stava lottando contro una ciurma di commessi decerebrati come la nota Paris per ottenere che nella stanza venisse consegnato un cesto di frutta con un biglietto di auguri. E’ dura la vita dei Grandi Di Spagna!

Alle 14:15 sono a casa, ho la testa a postissimo, il resto del corpo praticamente da buttare. Ma devo ancora stirare la camicia del Calciatore e non è ancora tempo di fare la doccia. Stiro, mangio mezza fetta di pane con pomodoro, finalmente mi faccio la doccia ed è già tempo di vestirsi per andare a vestire la sposa.
Vesto e calzo le Damigiane, che ora sembrano Branduardi immerso in una nuvola, mi vesto, indosso il tacco dodici e vado a casa della mamma della sposa, cento metri più in la. Ovviamente sto per cadere sul marciapiede di fronte a casa, ma la Bassetta vestita da nuvola, non so come, riesce a sostenermi e non finisco a terra.
Entro insieme all’operatore del video matrimoniale. La sposa, bontà sua, è in mutande e maglietta.
Il momento topico dela vestizione è affidato a me e all’altra testimone, l’Amica Psichiatra Emozionata. Tutto sembra andare per il meglio, infiliamo il corpetto, tiriamo su la zip e SBRANG la cerniera si apre. La Psichiatra Emozionata e io, come un sol uomo, dissimuliamo la tragedia e iniziamo a riaprire la cerniera per farla tornare a posto. La sposa ha capito che qualcosa è accaduto, ma noi neghiamo. Il Santo Protettore delle Cerniere Lampo dei Vestiti da Sposa c’è, e tutto torna a posto, ma da quel momento in poi le due testimoni hanno un motivo in più per essere scosse.

Dal momento in cui la sposa indossa il suo abito e la Zia Parrucchiera la trucca tutto magicamente inizia ad accadere senza intoppi e davvero potrei dire solo cose belle ed emozionanti. E oltre a essere molto noioso, questo racconto non sarebbe da me.
Mi piace quindi ricordare solo tre episodi di tutta la lunga giornata, conclusa quella notte alle due ballando sulla sabbia.
N.1: dell’instabilità del deejay d’oggi. La chiesa ove si è svolta la cerimonia è una delle più antiche di roma. Risale al 900 d.c.ed è posta su una collinetta. Quindi ha una meravigliosa scalinata vecchia di più di mille anni, con i gradini così consunti che percorrerla indenni è quasi impossibile.
Ebbene, di oltre 150 invitati, solo uno è scivolato per le scale, un aggressivo ragazzotto con tatuaggio sul collo, professione deejay come tutti i colleghi dello sposo (ce lavora in una nota emittente radio tunz tunz) che per la stizza ha mostrato il dito medio al millenario gradino. La ribellione del provvisorio all’eterno. Irresistibilmente comica.

N.2: della vicinanza dei fidanzati brutti.
Nessuno come una coppia di bruttini riesce a essere adesiva. Due invitati al matrimonio, così compresi nel loro ruolo di fidanzi, non si sono staccati un istante per tutta la serata. Stretti stretti anche quando erano seduti sul divano e lei aveva indossato una felpa di fortuna sull’abito da sera, sembrava stessero sul ponte di un traghetto, impegnati nella traversata della vita.

N3: della ciliegina senza torta
L’unico intoppo del matrimonio è stato un errore di torta nuziale. La Rinomata Pasticceria ha consegnato, invece della ciambella di torta di fragole con bouquet di rose rosse al centro, una millefoglie con quattro rose arancioni conficcate ai lati e una coppia di sposi di plastica alta perlomeno venti centimetri che ora campeggia sulla libreria della Psichiatra Emozionata.
Praticamente la torta più brutta del mondo a chiudere una bella giornata.

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E? successo un 48 (ore all?alba) /parte II

Alle 17 di giovedì 10 luglio ho lasciato cadere la penna come nella migliore tradizione degli uffici postali.
Obiettivo: andare a recuperare le bassette abbandonate sul litorale in compagnia della suocera. La via Pontina brulicava di padri e madri in uscita dagli uffici, accaldati e ansiosi di ricongiungersi ai propri cari. Con pazienza mi sono incolonnata.
Ore 19: solo quindici chilometri e due ore dopo, una fitta cortina di fumo spiegava finalmente il mistero di quella colonna semiferma di macchine: il solito, banale incendiuccio della sterpaglia di separazione delle due corsie, prontamente domato dai vigili del fuoco.
Arma che, come è noto, affascina oltremodo il romano medio, che decideva, dopo tanta fila, di sostare mediamente ancora qualche minuto, con il gomito appoggiato al finestrino, per godere dello spettacolo di efficienza del corpo dei pompieri.
A quel punto, mettere la freccia a destra e decidere di fermarsi all’outlet per gli ultimi indispensabili acquisti è stato tutt’uno.

Ore venti, negozio di Calvin Klein sperso nella calura dell’agro romano. Necessito di un reggiseno strutturato, per sostenere l’impalcatura che deve reggere l’abituccio smosciato.
Non capisco le taglie, annaspo tra le mutande a filo interdentale, alla fine misuro quello che mi sembra possa andare sopra alla maglietta, e prepotente riaffiora alla memoria l’immagine della segretaria svampita di Tom Hanks in Una sirena a Manhattan.
E lui, regge e non stringe. Si chiama Perfetc Fit, come potrebbe essere diversamente.
Sussieguosa mi avvio alla cassa, con l’aria di quella che compra biancheria firmata tutti i giorni. Sto per pagare quando il cellulare inizia a squillare con un tono che non ammette ritardi.

E’ la mamma della sposa, che mi vomita addosso l’ultima urgenza: “Il cuscino per le fediiii, non ce l’abbiamo”. Già, che famiglia del cacchio! Non avere in casa un cuscino portafedi è come non avere la carta igienica in bagno.
La calmo con l’unico metodo che conosco, mentendo: “Ci ho pensato io, domattina lo vado a ritirare”.
La signorina alla cassa mi sorride comprensiva e ne approfitta per raccontarmi che anche lei ha una sorella che si è sposata (caso rarissimo) e che “veramante sarà una grandisssima emozzione”. Ringrazio e scappo, prima di ritrovarmi con un’altra invitata alla cerimonia. Arrivo al mare, si mangia e si riparte verso Roma. La giornata di venerdì è intensa.

Ore 9:30 zia Gianna mi aspetta per sistemare i capelli. Ho le tempie brizzolate, come tutti gli uomini di un certo fascino. Però, ahimè, ho sbagliato sesso.
Al centro della fronte ho anche una chiazza di vitiligine, dalla quale parte la mia nota frezza bianca.
Svegliare le bassette tramortite e trascinarle in centro a quell’ora non è semplice, il caldo e lo stress fanno il resto: bisticcio con ambedue le nane come fossimo compagne d’asilo, arrivo al negozio, vedo la zia, l’abbraccio e mi viene un po’ da piangere: un ottimo inizio!
La signora parrucchiera nonché zia mi esamina e sentenzia: “Annarè, sei verde bella de zia”. Poi chiama l’assistente e inizia a snocciolare le formule magiche: hennè biondo con una punta di castano, almeno je levamo sto verde.
L’operazione si conclude con successo alle 10:45. Ora non sono più verde, e le mie tempie brizzolate sono bionde. Che sollievo.

Alle 11 ho appuntamento con l’atelier, devo ritirare l’abito da sposa.
Il patrono dei parcheggi mi regge una mano sulla testa non più verdastra e trovo posto proprio davanti al portone.
La signora stilista sta ancora stirando la gonna, suda e piange per la commozione: potrebbe essere un segno di grave squilibrio mentale, ma preferisco pensare che non ha mai avuto delle clienti così simpatiche e dunque si è affezionata. Tento di tranquillizzarla e con l’aiuto delle bassette trascino fuori l’abitone e lo sistemo in macchina. La stilista, di sua iniziativa, mi ha preparato un cuscinetto portafedi. Io ai miracoli ci credo.

Giusto in tempo per scaricare le povere mie figlie presso la mamma della sposa, nonché nonna che le aspetta per pranzo. Io, come immaginerete, devo massaggiarmi e snellirmi.
Prima del massaggio chiamo la sposa, che mi illustra il suo programma pomeridiano che, a meno dell’improvviso dono dell’ubiquità, è irrealizzabile. In particolare mal si concilia al tutto la gita a Fregene per portare una congrua parte dei soldi al ristoratore, perché la sera dopo la sposa non vuole avere pensieri.
Alle 14:30, appena tonificata e snellita a dovere, mentre mi intrattengo con l’estetista spiegandole come faccio la marmellata di prugne, il cellulare ricomincia a trillare impetuoso.
Avete indovinato: tocca a me andare a Fregene, di venerdì pomeriggio, e devo anche portare i centritavola da me ideati e prodotti. Subito dopo mi chiama la mamma della sposa: un’ora e mezzo con le amatissime nipotine le basterà fino al prossimo Natale. La frase esatta è: “Vieniti a riprendere le bambine perché io ho bisogno di riposarmi”.
Così, passo a prendere le sventurate Bassette e mi metto in fila verso il mare, stavolta in direzione Nord. Per fortuna le due cedono di schianto e si addormentano e io riesco a portare a termine l’operazione.
Alle 20:30 sono di nuovo a casa della mamma della sposa, che aspetta ambedue le figlie per la cena prenuziale.

Alle 22 , un po’ sfatta domando alla sposa: che programmi hai per domattina? La tonicissima Lupinella mi snocciola una sequela di impegni che la vedono impegnata fino a un minuto prima dell’inizio della marcia nuziale.
Mi scoccio, vorrei stare un po’ con lei.
Non so come, all’una di notte stiamo facendo pace dopo aver litigato con violenza per diverse ore, con ingiurie, lacrime e accuse.

Dicono che anche questo sia normale…

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Il restauro della sorella Lupina / Parte I

Ora che il lieto evento si è lietamente collocato alle spalle, ho l’agio di raccontare a questo stimato pubblico di lettori l’iter conclusivo della follia denominata matrimonio.

Una premessa si impone: ben sette anni mi separano dalla Lupinella, e capite bene che lo sforzo per essere il più possibile simile alla sorella piuttosto che alla zia della sposa è stato intenso e, in parte, vano.

Il percorso, come ho già detto, è iniziato con una intensa sessione di massaggi snellenti e modellanti, alla fine faticosamente ottenuti presso il Rinomato Centro Estetico.
In particolare, la anziana dottoressa ha stabilito che soffrivo di rilassamento. Sia ben inteso, non mentale, bensì in una zona imprecisata tra l’addome e le ginocchia.Quindi il trattamento doveva essere tonificante e modellante. Come tutti (?) sanno, il mentolo possiede straordinarie doti tonificanti, così le mie sessioni di massaggi consistevano nello sfregamento di una boccetta contenente liquido verde (mentolo, appunto) e successiva posa di bende imbevute di gel
al mentolo, tenute in posa per circa un’ora.
Mentre la Capitale arrancava sotto i colpi del sole di luglio, dunque, io soffrivo il freddo sotto due coperte nel Rinomato Centro, sentendomi alla fine dimolto tonificata e altrettanto intirizzita. A questi massaggi è stato alternato un trattamento di ginnastica passiva con elettrodi, sempre previo massaggio con la fialetta congelante. L’ultimo trattamento con gli elettrodi ha avuto anche il suo bravo momento di suspance allorquando, stufa di aspettare, ho tentato di prendere la rivista appoggiata vicino al lettino e ho staccato un elettrodo che mi ha provocato una scossa non indifferente con relativo urletto e corsa di numero tre estetiste nel cubicolo.

Va anche detto che, con un involontario colpo da maestra, mi ero fatta fissare tutti gli appuntamenti alle 13, il che, considerata la temperatura esterna e il salto sistematico del pasto, ha contribuito non poco al successo dell’iniziativa.

Che i massaggi erano stati proficui l’ho scoperto due giorni prima del LietoEvento.
E’ stato solo allora, infatti, che mi sono decisa a tirare giù dall’armadio l’abituccio che ero corsa a comprare lo scorso febbraio, all’alba delle precollezioni estive, per non giungere impreparata alla data fatidica. Che ovviamente mi stava largo e pendeva da ogni dove vanificando tutta la tonificazione raggiunta con tanta fatica. Ma poiché ormai avevo un’immagine di me con quel vestito al matrimonio di mia sorella non potevo cambiare, e dunque l’ho indossato con la nonchalance di una Kate Mosc che veste morbido perché è tanto magra che nulla le sta attillato.

Sempre due giorni prima del matrimonio, la sposa in persona aveva requisito la manicure Moira fortunosamente conosciuta in un bar di un centro commerciale per procedere alla ricostruzione con gel di numero venti unghie cadalupina. Moira, una ragazzetta secca e mora, con i capelli legati, la riga in mezzo e gli occhi da cucciolo bastonato, che vedendola ti domandi subito “perché Moira?”, si è presentata alle ore 13:30 alla stazione della metropolitana per procedere al lungo lavoro, ma il pomeriggio è stato lungo e funestato dalla presenza della signora francese, superiore per natura a queste manifestazioni di comunella femminile e pertanto scocciata della nostra presenza in forze a casa sua. Per essere sicura che ce ne accorgessimo la signora transitava a intervalli regolari davanti alla postazione della manicure sbuffando.
La poveretta, vuoi la fatica, vuoi l’imbarazzo, verso le 18, ha accusato un mancamento e si è deciso di rinviare la ricostruzione dei piedi nuziali al giorno successivo e in altra sede, previa rianimazione e visita di controllo da parte della sposa/medico.

Mancavano ancora 48 ore…

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Paparazzi e Topless : Sylvie Lubamba

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Ed ecco a voi ecco anche il topless di Sylvie Lubamba, la showgirl che ha partecipato in passato al reality “La Talpa” e alla trasmissione condotta da Chiambretti ” Markette” pare trovarsi molto a suo agio in topless.

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Ottovolante

Buona giornata miei cari.

Mancano ormai pochissimi giorni al lieto evento. E ora so anche perché si chiama lieto: perché arrivati a un certo punto non vedi l’ora che avvenga.

Ieri, lunedì, c’era l’ultima prova dell’abito. Ore 17:30, zona Parioli, nel giorno cult dello sciopero dei mezzi di trasporto, nell’orario cult dell’uscita dagli uffici e soprattutto in uno dei giorni più cult dell’estate. Io avevo preso il mio appuntamento mensile con lo psichiatra che mi ha in cura per le 18. Volevo lasciare la truppa all’atelier e andare dal medico, salvo poi ripassarle a prendere. La sposa ha ritenuto di dover telefonare al dottore per dirgli se aveva problemi a spostare l’appuntamento, perché non avrebbe potuto provare l’abito senza me. Ora, se il medico è onesto, dovrebbe richiedere che anche la sposa si rechi presto in cura…

La mamma della sposa aveva scelto un tailleur pantalone nero, con giacca a maniche lunghe. Un momento di tensione c’è stato dopo circa mezzora di percorso, quando con il rivolo di sudore sulla tempia mi sono accorta che la signora aveva sigillato il finestrino dal suo lato, perché altrimenti le lacrimava l’occhio. Genere statuita miracolosa. Si è associata alla gita la simpatica cugina fricchettona, che tuttavia non aveva ritenuto l’evento all’altezza della decisione di pettinarsi i capelli.

Il ciglio mi si è regolarmente inumidito alla vista della sposa e degli abitini delle bassette damigelle, mentre il mio libretto degli assegni ha avuto un momento di commozione poco dopo.

Ora resta davvero poco (sabato è il giorno) e in fondo non ho neppure moltissime cose da fare. Devo solo:

- Fare tre massaggi con macchinario della durata di 1 ora e dieci
- Fare la pedicure e manicure a domicilio con la sposa che altrimenti si annoiava
- Impaginare e stampare il libretto della messa (possibilmente senza bestemmiare contro word)
- Andare dal parrucchiere
- Comprare le scarpe al calciatore che si è improvvisamente reso conto che lo scarpino non sta bene sotto al completo blu
- Confezionare il cuscinetto per reggere le fedi con una forma che consenta alle Bassette/damigelle di sostenerlo in due, altrimenti si rischia la lite al centro della navata

Ma sono sic